​TEATRO DIALETTALE

           "MEJ CHI' PRUVISORI

            CHE DE LÀ FÌSS"

           due atti liberamente ispiratI al “Malato immaginario” di Molière

                                        

                                                   locandina e foto

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Trasposizione di eventi e intrecci rocamboleschi ambientati ai giorni nostri in una località lombarda la quale, lo spettatore, potrà idealizzare ed ambientare a proprio piacimento riconoscendone l'universalità dei fatti non cancellata dai tempi.

Un agiato ex albergatore ipocondriaco e la dinamica collaboratrice famigliare che, con sotterfugi, stratagemmi ed esilaranti marchingegni gestisce una situazione domestica con arguzia per appianare grovigli e maneggi dettati dagli interessi personali di componenti della parentela.

 

 

Una panchina dei giardini pubblici è il punto d’incontro di pensionati ormai inoperosi che passano il loro tempo nei ricordi, nello scambio di opinioni, nelle monotone considerazioni quotidiane ed anche nelle confidenze personali. Ognuno ha le proprie problematiche e​sistenziali condizionate dall’età ma, i nostri protagonisti non vogliono rassegnarsi ad una vita vegetativa e, peggio ancora, condizionata dai parenti che li hanno relegati ad un’esistenza vuota, senza interessi e senza stimoli.

Le problematiche della terza età, in questa commedia, vengono trattate nella loro realtà e durezza in modo ironico e divertente portando i quattro anziani a ribellarsi in modo rocambolesco alle costrizioni che la vita e la società hanno riservato a loro.

"UN TECC PER QUATAR VECC"

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   "L'EREDITÀ  DEL  ZIU GIÜLI"

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Gilda, la nostra protagonista, ha il fratello Giulio emigrato in Brasile da quarant'anni. Dopo i primi anni di contatti, il fratello dirada il rapporto fino ad interromperlo definitivamente. Gilda vive con la figlia ed il genero ormai dimenticando la memoria del congiunto quando, improvvisamente, riceve notizie indirette dal Brasile.

Da quel momento in famiglia si scatenano situazioni paradossali sconvolgendo la già tribolata vita di Gilda.

    "LA LEGHISTA E 'L                     TERUN"

locandina e foto

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 Gilda, vedova proprietaria di un negozio di frutta e verdura e segretaria della locale sezione della Lega Nord, vive con la figlia universitaria. Naturalmente, la protagonista, è una fervente sostenitrice di una politica locale con profondi pregiudizi nei confronti di altre culture e comportamenti sociali tipicamente meridionali. Ma, il caso vuole, che la figlia Lia si innamori di un giovane universitario del profondo sud Italia. Quindi, affinché Gilda possa avvicinarsi ed apprezzare le diversità complessive di altre realtà ambientali, escogita uno stratagemma che scombussolerà le convinzioni della madre che, da tempo, caldeggia un improbabile legame con un improbabile pretendente mobiliere brianzolo. La ragione avrà il sopravvento.

   "QUATAR VECC IN LIGÜRIA"

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Considerando i lusinghieri successi di pubblico e di critica ottenuti dalla commedia “UN TECC PER QUATAR VECC”, confermati dai due primi premi vinti in altrettante Rassegne teatrali milanesi, “IL BICOCCHIN D'OR” e “TEATRO SANTO DOMINGO”, l'autore ha deciso di dare continuità agli esilaranti personaggi sceneggiando un nuovo testo. La nuova avventura che coinvolge gli arzilli anziani, decisi di lasciare le proprie famiglie per una rinnovata e costruttiva esistenza, continua nella gestione di un albergo in Liguria. Naturalmente si vivono situazioni paradossali e spassose nella nuova attività e, soprattutto, riscontrabili nella realtà che coinvolgeranno tutti gli spettatori. Ma i figli sono sempre figli e, malgrado l'irriconoscenza dimostrata nel passato nei loro confronti che li hanno costretti a “fuggire” verso una nuova e incognita vita, viene dimenticata e saranno ancora loro a sostenere e risolvere le problematiche sopravvenute nelle rispettive famiglie.

"UL PIÖCC DE COMM" locandina e foto

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​​Ironica, canzonatoria e sarcastica commedia che demonizza personaggi assillati da una carenza sociale spesso comune, l'avarizia. Il protagonista, a causa di un'avventura veniale giovanile, si trova improvvissamente coinvolto, dopo trentacinque, in un turbinio di vicissitudini causate dall'apparire di una vecchia conoscenza che gli stravolge la sua esistenza e tranquillità famigliare. Inutile rimarcare che, anche in questa commedia, si ride dall'inizio alla fine per le azzeccate caratterizzazioni su tematiche sempre attuali.e  .

"LA LUCANDERA"

adattamento in dialetto lombardo della commedia goldoniana

una delle più rappresentative commedie goldoniane portata sulla scena dalla nostra Compagnia in lingua italiana e, considerando i lusinghieri consensi, elaborata e tradotta in vernacolo, trasferendola in ambientazione lombarda.   

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